Sottrazione internazionale di minori

Da Alienazione parentale.
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Il fenomeno dell'alienazione parentale si intreccia spesso con una altro grave problema delle società globalizzate: quella della sottrazioni internazionale dei minori. Poiché sono sempre più le coppie che si formano tra uomini e donne di diversa nazionalità accade anche che sempre più divorzi coinvolgano cittadini di stati diversi. E così può capitare che uno dei due genitori cerchi di eliminare l'altro dalla vita dei figli semplicemente rendendosi irrepiribile all'estero, nel proprio paese di origine.

Parents & Abducted Children Together (PACT) è una organizzazione internazionale fondata nel 1999 da Catherine Meyer e registrata nel Regno Unito e negli USA. Collabora con l’International Center for Missing & Exploited Children (ICMEC) fondato nel 1998 in USA da Ernie Allen e Catherine Meyer.

Nel 2005 Parents & Abducted Children Together ha prodotto il documentario Victims of Another War: The Aftermath of Parental Alienation per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul gravissimo problema dell’alienazione parentale. Moltissimi minori vittime di sottrazione internazionale vengono manipolati dal genitore che li porta all’estero ed indotti ad odiare il genitore assente, in modo da rendere difficile il rimpatrio una volta che il rapitore venisse rintracciato dalle autorità. L’alienazione parentale è un gravissimo abuso psicologico e se compiuta mediante una sottrazione internazionale è punita dalla Convenzione dell’Aia.

La fondatrice di Parents & Abducted Children Together è Lady Catherine Meyer, moglie di Sir Christopher Meyer, ambasciatore britannico negli USA dal 1997 al 2003.

Catherine Meyer, che ha operato professionalmente come broker finanziario, nel corso degli anni ottanta ha vissuto in Germania ed è stata sposata con un cittadino tedesco da cui ha avuto due figli per poi divorziare. Nel 1994 il padre dei suoi due figli si rifiutò di farli tornare a Londra dalla madre e li trattenne con sé in Germania. La signora Meyer ha dovuto intraprendere una lunghissima battaglia legale per rivedere i suoi due figli, che ha potuto incontrare di nuovo solo nove anni dopo, nel 2003. Durante il servizio prestato dal secondo marito come ambasciatore a Washington la signora Meyer si è dedicata alle campagne contro la sottrazione internazionale ed al sostegno di altri genitori che come lei avevano i figli in Germania o all’estero e non riuscivano più a vederli.

Ha scritto due libri sulla vicenda dei suoi due figli: Two Children Behind a Wall, Arrow Books Ltd. (ISBN 0-099-25504-9), e These are My Children, Too, PublicAffairs, U.S. (ISBN 1-891-62015-0). Un resoconto della lunga battaglia per rivedere i figli è contenuto anche in DC Confidential, il libro di memorie del marito Sir Christopher Meyer pubblicato nel 2005.

La produzione del documentario Victims of Another War: The Aftermath of Parental Alienation rappresenta un importante contributo alla lotta contro l’alienazione parentale. Il documentario è una testimonianza estremamente toccante sui danni incalcolabili causati dalla strumentalizzazione dei figli nel corso delle separazioni.

Nel 1999 Catherine Meyer ha rilasciato una intervista alla trasmissione Charlie Rose Show trasmessa dalla rete americana PBS. L’intervista evidenzia la forza d’animo di questa donna che a dispetto del suo status privilegiato ha visto completaemente disattesi i suoi diritti umani più elementari. Nell’intervista Catherine Meyer parla anche dell’alienazione parentale e del grave abuso psicologico che viene compiuto sui minori da coloro che cancellano nella loro mente la figura di uno dei due genitori.

« Domanda (Charlie Rose): Cosa spera adesso?

Risposta (Catherine Meyer): Per il mio caso ho pochissime speranze. Conosco i miei figli, so che i ricordi su di me sono stati distrutti, so che probabilmente hanno dimenticato come era Londra, perché tutto ormai è stato loro raccontato in un modo diverso, ma spero solo che… sono sicura che il sentimento della mamma è ancora con loro. Sono sicura che sono molto confusi, capiscono che qualcosa non sta andando nel verso giusto, ma non possono sapere che sto lottando per loro. Hanno detto loro che io li ho abbandonati, ed è quello che credono, perché quando un bambino è piccolo e la mamma non è con lui, e il padre gli dice ‘La mamma ti ha abbandonato’ il bambino gli crede, pensa che se veramente la madre gli volesse bene sarebbe lì con lui. Però so che quando cresceranno verranno a cercarmi. Ma per loro comunque sarà una cosa estremamente traumatica.»


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